QI - Questioni e idee in psicologia - Il magazine online di Hogrefe Editore

Qi, il magazine online di Hogrefe Editore.
Ogni mese, cultura, scienza ed aggiornamento
in psicologia.

numero 67 - maggio 2019

Hogrefe editore
Archivio riviste

Osservatorio Talent

La formazione esperienziale outdoor

La formazione esperienziale outdoor

Dimmi e io dimenticherò.
Fammi vedere e forse non ricorderò.
Coinvolgimi ed io capirò. 

Proverbio dei nativi americani

Se sento mi dimentico, se vedo mi ricordo, se faccio capisco.

Lao Tze

20180820_064755.jpg

 

Premessa

La formazione esperienziale outdoor, per come ho potuto verificare in oltre 25 anni di interventi formativi, è la modalità più efficace per aumentare la consapevolezza di sé, per sviluppare nuovi comportamenti ed atteggiamenti, per raggiungere migliori risultati.
La mia esperienza sul campo dello sviluppo delle competenze e potenzialità degli individui, testata ormai su qualche migliaio di partecipanti, mi porta ad affermare che gli interventi di formazione esperienziale outdoor sono quelli che maggiormente vengono ricordati dai partecipanti e che consentono il migliore sviluppo personale/professionale, di squadra e, come conseguenza, migliorano i risultati aziendali o dell’organizzazione.

Che cos’è la formazione esperienziale outdoor

È il metodo più veloce ed efficace per permettere a singoli e gruppi di persone di sviluppare l’attitudine necessaria a lavorare in modo strategico e sinergico, in quanto coinvolge gli individui in un ambiente ed in situazioni diverse da quelle quotidiane, presentando loro una serie di attività che li spinga a pensare e ad agire fuori dai loro normali schemi mentali e comportamentali.
È una metodologia di formazione centrata sul lavoro all'aperto, indi­viduale e di gruppo, con il coinvolgimento dei partecipanti sul piano fisico, cognitivo ed emozionale.

In cosa consiste

Distinguiamo innanzitutto due tipi di formazione:

  • formazione svolta nel contesto della lezione frontale, da una parte il docente che trasmette sapere e competenza, dall’altra i discenti che apprendono memorizzando ed elaborando le informazioni trasmesse;
  • formazione svolta in un contesto esperienziale di situazioni strutturate-agite-rappresentate.

Il primo tipo di formazione manifesta la sua massima efficacia nell’ambito del trasferimento dei saperi che fanno riferimento alla sfera razionale, alla capacità di “archiviazione/elaborazione dati”, attribuendo a questo processo non solo connotazione meccanica ma anche connotazione creativa che riesce ad andare oltre il dato presente (SFERA DEL SAPERE).
Il secondo tipo di formazione entra in gioco nel momento in cui la richiesta formativa riguarda gli ambiti delle competenze che si esplicano nel contesto del singolo e di squadra e gli ambiti delle professionalità espresse attraverso la sfera relazionale e emotiva (SFERA DELL’ESSERE).

Avere il pieno possesso cognitivo delle procedure operative, in effetti, non garantisce che il soggetto che le possiede sia poi in grado di eseguirle correttamente, per esempio, in un contesto dove anche la relazione ed “il modo”, il “come” si attivano i comportamenti adeguati alla situazione è fondamentale.
La formazione esperienziale outdoor ha luogo "out of the door". Il vivere a contatto con la natura, essere parte di essa, muoversi al suo interno agisce come interruttore di potenzialità e talenti che sono sopiti all’interno del contesto di ufficio, fabbrica o altro “non naturale”. Solo la natura è capace di motivare le persone in modo unico e straordinario.
La formazione esperienziale outdoor si basa su un mix calibrato dei seguenti ingredienti:

  • avventura, avanzare in contesti sconosciuti dove è più facile lasciarsi andare all'azione spontanea e al conseguente apprendimento;
  • metafora, che lega le attività proposte con i contesti lavorativi e garantisce il trasferimento dell'ap­prendimento nel contesto professionale;
  • osservazione e riflessione, l'osservazione e la riflessione sui comportamenti personali e degli altri permette di scambiarsi feedback di sviluppo;
  • concretezza e coinvolgimento, le diverse sessioni richiedono ai partecipanti di impegnarsi il più possibile per far sì che successi e fallimenti possano favorire un apprendimento e un cambiamento effettivo.

Il “toccare con mano”, analizzare come e perché alcuni comportamenti producono specifici effetti, favorisce il crearsi della motivazione necessaria a modificare il proprio comportamento per adeguare la prestazione professionale agli obiettivi dell'organizzazione.
Una volta effettuata un’approfondita analisi dei bisogni formativi e della domanda di formazione, il formatore esperto dovrà porre attenzione ai 7 fondamentali passi di svolgimento della formazione:

  1. presentazione attività/esperienza con regole specifiche, obiettivi, tempi ecc.;
  2. effettuazione dell’attività/dell’esperienza;
  3. osservazione dei comportamenti/risultati individuali e di squadra;
  4. riflessioni, al termine dell’attività, con i partecipanti su quanto accaduto;
  5. discussione sugli apprendimenti avvenuti;
  6. inserimento degli apprendimenti in nuovi schemi comportamentali;
  7. trasferimento dei comportamenti nella realtà.

La formazione esperienziale outdoor si caratterizza, dunque, per il fatto di creare, in un ambiente protetto, delle situazioni che rappresentino delle metafore di comportamenti organizzativi e per rendere tali comportamenti efficaci al raggiungimento degli obiettivi personali e dell’organizzazione.
Questa metodologia facilita la costruzione di reti relazionali stabili in grado di mantenere elevato nel tempo l'apprendimento del gruppo e la capacità di mettere in atto quanto appreso in termini di traguardo sia degli obiettivi organizzativi che di sviluppo individuale.

Qando si utilizza

La formazione esperienziale outdoor si rivela, dunque, particolarmente indicata per sviluppare nei partecipanti competenze e comportamenti relativi alle seguenti aree:

  • creazione della squadra;
  • lavoro di squadra e collaborazione;
  • leadership;
  • comunicazione e ascolto;
  • auto-motivazione e motivazione;
  • fiducia;
  • autostima;
  • gestione dei conflitti;
  • definizione degli obiettivi;
  • individuazione e gestione delle risorse;
  • orientamento ai risultati;
  • problem solving;
  • decision making... e molti altri.

Inoltre, obiettivo trasversale che si raggiunge sempre, è un maggiore “senso di appartenenza all’organizzazione”, poiché questa esperienza unica e particolare, è stata effettuata con i propri colleghi percepiti e vissuti in un contesto diverso dal solito dove è più facile conoscere veramente “l’altro”, entrarci in relazione…ricordando che tutto è stato possibile grazie all’azienda/organizzazione di cui le persone fanno parte.