QI - Questioni e idee in psicologia - Il magazine online di Hogrefe Editore

Qi, il magazine online di Hogrefe Editore.
Ogni mese, cultura, scienza ed aggiornamento
in psicologia.

numero 100 - settembre 2022

Hogrefe editore
Archivio riviste

I nostri test

Prevenzione e sviluppo del bambino: ASQ-3 uno strumento di screening

Prevenzione e sviluppo del bambino: ASQ-3 uno strumento di screening

Gli studi epidemiologici riportano che la prevalenza dei disturbi del neurosviluppo in età evolutiva oscilla tra il 10 e il 15 %. L'identificazione precoce delle difficoltà è la base per la programmazione di interventi efficaci e per modificare l’evoluzione e la prognosi di questi disturbi. Nei primi anni di vita i genitori hanno tanti dubbi sullo sviluppo dei loro bambini. Spesso piccole fragilità possono creare un allarme in famiglia. È importante differenziare lievi immaturità nel percorso evolutivo che si risolvono spontaneamente o che necessitano di interventi brevi e risolutivi, dai disturbi del neurosviluppo che necessitano di una presa in carico precoce e specifica. I primi anni di vita sono cruciali per gli interventi preventivi in tutte le situazioni descritte. Nelle prime fasi evolutive, infatti, i bambini consolidano tappe fondamentali dello sviluppo – linguaggio e comunicazione, motricità ed esplorazione dell'ambiente, gioco e disegno, interazione con gli adulti e i pari – che, nel loro insieme, permettono loro di crescere in modo armonico. Nello stesso periodo, inoltre, il bambino fa ingresso nella scuola. Questo è un passaggio fondamentale: si passa da un tipo di relazione “privata” e mediata dall'adulto ad un contesto di gruppo, che impone regole ed esigenze differenti.
È di fondamentale importanza, quindi, una precoce individuazione dei bambini nei quali la traiettoria di sviluppo sembra mostrare delle immaturità settoriali o globali per poter avviare una tempestiva e mirata strategia di aiuto. L'individuazione precoce è una pratica ormai consolidata e riconosciuta come efficace, economica e in grado di apportare i maggiori benefici al bambino e alla sua famiglia. La prevenzione, inoltre, offre ai genitori la possibilità di identificare, conoscere e gestire tempestivamente le difficoltà del proprio bambino.

Lo Screening

Lo Screening non porta ad una diagnosi o ad un trattamento specifico, bensì individua le difficoltà emergenti che richiedono un approfondimento.
Gli screening evolutivi si basano sul presupposto che è possibile distinguere tra bambini il cui sviluppo procede senza motivi di preoccupazione o i cui problemi sono transitori, e bambini che debbono affrontare sfide evolutive più complesse. Nella maggioranza dei casi lo sviluppo procede a ritmi e in modi prevedibili, può succedere che si presentino delle variazioni delle traiettorie evolutive per diversi motivi. Talvolta queste variazioni non causano preoccupazione (per esempio, alcuni bambini possono saltare una tappa evolutiva come camminare a quattro zampe, ma imparano a camminare senza problemi), mentre altre variazioni (come evitare il contatto di sguardo, non rispondere al proprio nome) possono rappresentare campanelli d’allarme per problemi più seri.

I Questionari sull'Età e gli Stadi di Sviluppo (ASQ – 3 Age and Stage Questionnaires)

Il sistema d’analisi ASQ (Squires e Bricker, 2009), ormai alla terza versione, è costituito da 21 questionari che debbono essere compilati da genitori o altre persone che si occupano dei bambini (insegnanti, nonni). I questionari coprono un'ampia fascia di età, da 1 mese a 5 anni. Gli intervalli d’età sono i seguenti: 2, 4, 6, 8, 9, 10, 12, 14, 16, 18, 20, 22, 24, 27, 30, 33, 36, 42, 48, 54, e 60 mesi d’età. Tali questionari individuano accuratamente neonati e bambini bisognosi di ulteriori controlli, per stabilire se necessitano dei servizi d’intervento precoce o di una particolare educazione.

Ciascun questionario contiene 30 domande che riguardano cinque aree principali:

  1. informazioni (manifestazioni infantili come il balbettio, la vocalizzazione, il modo d’ascoltare e di comprendere);
  2. abilità grosso-motorie (movimenti delle braccia, del corpo e delle gambe);
  3. abilità fino-motorie (movimenti della mano e delle dita);
  4. soluzione di problemi (un’area interessata all’apprendimento e al gioco);
  5. abilità personali-sociali (relazione con gli altri, autonomie, comunicazione).

Una sezione dedicata allo sviluppo globale riguarda le preoccupazioni generali dei genitori. Per ognuna delle 30 domande i genitori sono invitati a rispondere: SÌ per indicare che il bambino esegue quanto specificato nella domanda; TALVOLTA per indicare che esegue solo occasionalmente quanto specificato nella domanda; NON ANCORA per indicare che il bambino non esegue affatto quanto specificato nella domanda.

ASQ-3.png
 

Il contenuto delle domande è stabilito sulla base delle numerose ricerche svolte sullo strumento, dalla conoscenza delle principali tappe dello sviluppo nelle diverse età, nonché dai suggerimenti di genitori ed insegnanti che hanno compilato il questionario nel corso degli anni. Le domande sono formulate in modo semplice e chiaro e richiedono di osservare comportamenti facilmente attuabili con i bambini. Per agevolare i genitori nell’uso dello strumento, vengono fornite piccole illustrazioni accanto alla domanda. Generalmente i genitori impiegano 15-20 minuti per riempire il questionario.

Ciascun questionario è costituito dai seguenti elementi:

  1. Un foglio d’informazioni sulla famiglia, che chiede informazioni socio-anagrafiche fondamentali sul bambino e sulla persona che riempie il questionario;
  2. Il questionario, di 4-7 pagine, che si apre con una breve spiegazione dei punti importanti da ricordare per la compilazione. Vi sono 30 domande sullo sviluppo del bambino, formulate in un linguaggio semplice, disposte gerarchicamente da quelle facili a quelle più difficili, e una serie di 6-10 domande generali che cercano d’individuare le preoccupazioni dei genitori. L’intervallo d’età è chiaramente indicato su ciascuna pagina del questionario;
  3. Sommario delle informazioni, che va riempito dagli operatori professionali per l'attribuzione dei punteggi.

L'ASQ è il risultato di numerosi studi longitudinali condotti su bambini prescolari. A partire dal 2004 gli autori hanno somministrato e analizzato più di 18.000 questionari. L'ASQ-3 è stato adottato in progetti internazionali e tradotto in numerose lingue, tra cui il francese, spagnolo, cinese, norvegese, coreano, vietnamita e, con il nostro progetto, ora anche in italiano. La collaborazione e l'esperienza degli altri paesi hanno incrementato le conoscenze dello strumento.

Validità del questionario

Per esaminare la validità dell’ASQ-3 si è confrontato il comportamento dei bambini come riportato dai genitori con quello osservato ai test standardizzati. Più precisamente, le classificazioni dei bambini derivanti dal questionario sono state confrontate con le classificazioni tratte individualmente ai test da esaminatori esperti. Il primo studio venne pubblicato nel 1979 da Hilda Knobloch (Knobloch et al., 1979). Esso adottava un questionario costituito da 36 domande, riprese dal Revised Gesell Developmental Examination (Cfr. Knobloch, Stevens, & Malone, 1980), relative al periodo di sviluppo da 20 a 32 settimane, inviato per posta ai genitori di 526 bambini di 28 settimane considerati ad alto rischio. I questionari erano stati compilati, restituiti, e valutati con un punteggio per classificare i bambini come normali, anormali, o tali da suscitare dubbi. A 40 settimane, i bambini venivano portati in una clinica per una valutazione professionale. Gli autori riferivano che genitori e professionisti erano concordi, in generale, nel classificare i bambini. Il successo di questo studio confermò la possibilità di costruire un sistema d’analisi per neonati e bambini piccoli che facesse affidamento alle risposte dei genitori. Attualmente, le ricerche sull'ASQ mettono in luce che i genitori sono degli ottimi osservatori. Analogamente ad un esperto, infatti, essi sono in grado di riportare accuratamente (concordanza pari al'80%) le difficoltà del figlio (Newborg et al., 1988; 2005; Glascoe, 2005).

Affidabilità del questionario

Le informazioni sull’affidabilità (test-retest) sono state raccolte chiedendo ad un gruppo di 145 genitori di compilare due volte il questionario per il loro bambino con un intervallo di 2 settimane, tra una compilazione e l’atra. Al momento del primo questionario, i genitori non sapevano che sarebbe stato chiesto loro di compilare un secondo questionario. La concordanza percentuale è stata del 92%. L’affidabilità del questionario è confermata anche dai confronti tra osservatori diversi (interobserver), ovvero facendo compilare un questionario per un bambino da un esaminatore esperto poco dopo che lo stesso era stato eseguito da un genitore. L’esaminatore non era a conoscenza delle risposte del genitore. La concordanza percentuale è stata del 93%.

Vantaggi del questionario: il coinvolgimento dei genitori

La partecipazione attiva dei genitori e/o di altre figure significative nella valutazione del bambino è una specificità dell'ASQ. Il coinvolgimento dei genitori è doppiamente funzionale: economico, più attendibile rispetto alle valutazioni professionali attuate in tempi brevi e circoscritti, utile nel sollecitare la conoscenza di alcune pietre miliari dello sviluppo.
L’esperienza insegna che la presenza delle famiglie assicura la possibilità di attingere al prezioso serbatoio d’informazioni che genitori possiedono sul bambino (Sandall, Hemmeter, Smith, & McLean, 2005). L’incapacità di raccogliere e di usare le informazioni dei genitori ha come risultato, nella migliore delle ipotesi, un quadro di sviluppo incompleto. I genitori sanno ciò che i loro figli possono fare. Le domande del questionario, inoltre, invitano l'adulto a riflettere su alcuni aspetti dello sviluppo, ad osservare e conoscere meglio le abilità del proprio bambino, aumentando la conoscenza del suo repertorio comportamentale e stimolando nuovi giochi/attività da svolgere insieme.