QI - Questioni e idee in psicologia - Il magazine online di Hogrefe Editore

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numero 60 - settembre 2018

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Percorsi integrati di orientamento

Percorsi integrati di orientamento

La letteratura odierna in tema di orientamento sottolinea come sia sempre più necessario progettare e realizzare interventi orientativi basati su un’ottica sistemica e contestuale. Questo significa considerare la persona parte di un complesso sistema di relazioni e inserita in un contesto di vita con caratteristiche uniche. La personalizzazione dell’intervento è un nodo fondamentale per il raggiungimento degli obiettivi e quindi di un maggior livello di benessere personale.
Questo tipo di approccio è particolarmente importante quando, in orientamento, ci si occupa di persone con disabilità: desideri, bisogni, barriere, risorse, limiti e possibilità si intersecano e condizionano vicendevolmente in modi spesso imprevedibili, rendendo a volte difficile il percorso verso l’autonomia e una vera inclusione sia sociale che professionale.

Vogliamo raccontare la storia di Gianni, un ragazzo di 14 anni con tanti sogni, ma anche tante difficoltà, nel il suo viaggio verso la vita adulta. Per lui e con lui abbiamo progettato un percorso di orientamento che ha visto l’integrazione di strumenti diversi e il coinvolgimento di più sistemi (la famiglia, la scuola secondaria di primo grado, un istituto di scuola secondaria di secondo grado, un’associazione di volontariato, i servizi pubblici del territorio). Gianni è nato con una grave disabilità fisica, non può camminare, scrive con difficoltà, ha problemi nel linguaggio e vive in un piccolo paese di provincia. Ogni giorno deve affrontare e risolvere problemi legati al superamento di barriere sia di tipo contestuale, sia relative a pregiudizi e stereotipi che le persone intorno a lui nutrono rispetto alla sua situazione di disabilità.
Il percorso di consulenza per Gianni è stato focalizzato sull’integrazione di strumenti diversi ed è stato realizzato secondo una visione ecologica dell’orientamento.
Le attività sviluppate sono state:

  • un parent training per la condivisione degli obiettivi, lo sviluppo dell’autonomia, il sostegno motivazionale, lo sviluppo di azioni di supporto, l’attivazione delle risorse del contesto e la realizzazione pratica del piano d’azione;
  • un percorso di orientamento per la definizione dell’obiettivo personale, l’individuazione delle criticità da affrontare, il rinforzo della motivazione, delle abilità e delle competenze necessarie ad affrontare i passaggi successivi del progetto;
  • la somministrazione di 1,2,3… Futuro!, una batteria di questionari self-report per la scuola secondaria di primo grado;
  • un training individuale sul metodo di studio per il rinforzo delle competenze necessarie alla riuscita nello studio e l’individuazione di dispositivi tecnologici specifici di supporto. 

Gli obiettivi raggiunti attraverso questo percorso, che ha richiesto molti mesi di lavoro, sono stati molteplici e a più livelli. A livello familiare sono state incrementate le credenze di efficacia del sistema familiare e questo renderà possibile al nucleo affrontare le nuove sfide con più ottimismo, maggiori capacità organizzative e in generale, meno paura del futuro. A livello individuale per Gianni è stato possibile definire il proprio percorso formativo e iniziare a progettare un futuro professionale che rispecchi i suoi desideri e le sue potenzialità, nel rispetto dei suoi bisogni e delle sue difficoltà. A livello del contesto sociale è stato possibile attivare le risorse e i mezzi necessari affinché Gianni possa spostarsi di molti km ogni giorno in totale autonomia, studiare con gli ausili necessari e mantenere un rendimento scolastico soddisfacente.
Abbiamo sperimentato l’efficacia di un approccio alla progettazione del futuro che, grazie ad una visione complessa del contesto e dell’individuo al suo interno, permette di immaginare scenari e aprire possibilità altrimenti impensabili, specie quando, a causa di una disabilità, si devono affrontare difficoltà che possono apparire insormontabili. 

Bibliografia

  • Castelli, C. (a cura di) (2004). Orientamento in età evolutiva. Milano: Franco Angeli.
  • Nota, L., e Soresi, S. (2010). Sfide e nuovi orizzonti per l’orientamento. Firenze: Giunti O.S. Organizzazioni Speciali. 
  • Ginevra, M.C., e Nota, L. (2010). Le barriere professionali: definizioni, modelli e ricerche. Giornale Italiano di Psicologia dell'Orientamento (Gipo), vol. 11/3. 
  • Friedman, M., Woods, J., e Salisbury, C. (2012). Caregiver Coaching Strategies for Early Intervention Providers Moving Toward Operational Deļ¬nitions. Infants & Young Children, (25), 62–82.
  • Soresi, S. (a cura di) (2016). Psicologia della disabilità e dell’inclusione. Bologna: Il Mulino.